“Il cuore non si può aggiustare.”
È una frase che mi ha scritto mia figlia su un biglietto per la Festa della Mamma. Devo dire che mi ha colpita molto e, pensando al suo significato, non posso che darle ragione.
Sul biglietto c’era disegnato un cuore cucito, con un cerotto sopra. Un’immagine semplice, ma potentissima.
C’è una versione di te che lasci indietro a ogni colpo incassato, dopo ogni ferita. E anche quando una ferita guarisce, le cicatrici rimangono.
Forse l’arte sta proprio nel saper fare di quelle cicatrici qualcosa di buono: trasformarle in virtù, in consapevolezza, in qualcosa che ci arricchisce. E, soprattutto, imparare a convivere e a fare pace con la versione di noi che rimane dopo.
Spesso ci troviamo a ricercare il “noi” di prima: prima del tradimento, prima della delusione, prima del fallimento. E, per ritrovarlo, tendiamo a voler dimenticare ciò che è successo. Vorremmo cancellare, ignorare, fare finta che non sia mai accaduto e riprendere la vita di prima.
All’apparenza si può anche fare. Ma il prezzo da pagare, prima o poi, può essere altissimo.
Impara da ciò che la vita ti porta in quel momento. Cerca di capire il perché. Accetta il dolore, accetta il cambiamento e accetta la versione di te che verrà dopo. Perché sarà proprio quella nuova versione di te, se avrai avuto il coraggio di attraversare ciò che è successo, a poterti portare nuove consapevolezze e nuove soddisfazioni.
Altrimenti ritornerai lo stesso di prima?
Sì.
Magari tornerai alla vita di prima, alla quotidianità, alla routine che tanto ti piace. All’apparenza tutto sembrerà tornato al suo posto. Ma, sotto la superficie, cominceranno a farsi spazio la frustrazione, la rabbia, il senso di inadeguatezza e, soprattutto, una solitudine ancora più profonda, anche quando sarai circondato dalle persone.
Perché sentirai dolore e non saprai perché. Non riuscirai a definirlo e ti sentirai incompreso dagli altri.
Ogni volta che proverai a parlare con qualcuno, magari ti verrà detto che sono sciocchezze, che non hai veri problemi. E forse, in apparenza, avranno anche ragione. Perché tu non saprai spiegare da dove arriva quel male.
Quello che ti fa davvero stare male lo avrai coperto, sepolto, ignorato. E allora darai la colpa al primo fatto che ti capita, a qualcosa che ti ha disturbato o dato fastidio.
Stai male perché fa troppo caldo. O troppo freddo. Perché il cielo è grigio, perché piove, perché il capo ti ha rimproverato, perché non hai ricevuto la torta che desideravi per il tuo compleanno...
Perché è la parte più facile: incolpare ciò che è fuori di noi per il nostro malessere, invece di scavare dentro di noi e provare a capire cosa abbiamo ignorato, cosa non abbiamo voluto affrontare, cosa abbiamo lasciato lì, irrisolto, fino ad arrivare al punto in cui persino una giornata di pioggia riesce a renderci tristi.
Eppure, guardala bene: la pioggia è bellissima. ❤️
Allora perché ci fa così paura guardarci dentro?
Cosa c’è di così spaventoso, dentro di noi, da farci preferire il dolore che conosciamo alla verità che ancora non conosciamo?
Forse il cuore non si può aggiustare davvero.
Forse si può solo imparare a cucirlo.
E quelle cuciture, invece di essere qualcosa da nascondere, possono diventare la parte più autentica e più bella di noi.
