adeline
07/07/2026
Fa riflettere

Il problema è molto più grande di quanto avessi mai immaginato. Molto più grande di quanto fossi disposta ad ammettere.
Per anni mi sono raccontata di stare bene. Mi sono convinta di essere nel giusto, che la mia vita stesse andando nella direzione corretta, che tutto, in fondo, avesse un senso.
Solo ultimamente ho iniziato a vedere che la realtà è molto diversa dal mondo in cui ho vissuto fino a oggi.
Esiste una realtà che ho sempre rifiutato di accettare. Ho cercato in tutti i modi di minimizzarla, rifugiandomi nell'idea che vedere sempre il bicchiere mezzo pieno fosse la scelta più giusta. Mi sono autoconvinta che il male non esistesse davvero.
In ogni esperienza cercavo il lato positivo. Ignoravo ciò che faceva male, ciò che non funzionava, ciò che mi feriva. Ho costruito una bolla in cui il male non aveva spazio. E quando non riuscivo più a negarne l'esistenza, lo tenevo a distanza. Se invece mi toccava da vicino, trovavo sempre una spiegazione.
«Quella persona si comporta così perché ha sofferto.»
«Chissà quante cose ha dovuto affrontare.»
«In fondo mi vuole bene, semplicemente non sa dimostrarlo.»
Avevo sempre una risposta pronta. Una giustificazione. Un motivo.
Perché avevo bisogno di credere che le persone fossero, nel profondo, tutte buone. Avevo bisogno di credere che, se fossi stata abbastanza paziente, abbastanza comprensiva, abbastanza amorevole, il male sarebbe scomparso da solo.
Pensavo che bastasse capire gli altri per non essere ferita.
Ma il mondo non funziona così.
Il mondo è molto più complesso. Esistono la sofferenza, le ferite, le fragilità... ma esistono anche la cattiveria, l'egoismo, la manipolazione e la violenza. E ignorarle non le fa sparire.
Io, invece, ho scelto di non vederle.
E quella scelta, lentamente, mi ha addormentata.
Mi ha resa incapace di difendermi. Mi ha insegnato a cercare sempre la colpa dentro di me, anche quando apparteneva a qualcun altro. Ho smesso di chiedermi se qualcuno mi stesse facendo del male e ho iniziato a domandarmi cosa ci fosse di sbagliato in me.
Ho combattuto una guerra contro me stessa fino quasi ad annientarmi.
Oggi mi ritrovo nel buio più totale.
Perché sto realizzando che il mondo che avevo costruito nella mia mente non riesce più a sostenersi. Ogni convinzione sulla quale avevo fondato la mia vita sta crollando una dopo l'altra.
È come se avessi sacrificato anni della mia esistenza per costruire la casa dei miei sogni. Ho rinunciato a tempo, energie, desideri e pezzi di me stessa per renderla perfetta. Poi, improvvisamente, è arrivato un incendio e ha ridotto tutto in cenere.
Non è solo la casa ad essere scomparsa.
Sono gli anni spesi a costruirla.
Sono la fiducia, le speranze, le illusioni.
Ed è questo che pesa di più.
Perché oggi non mi ritrovo semplicemente senza una casa.
Mi ritrovo con un pugno di cenere tra le mani e con una domanda che ancora non ha risposta:
Come si ricomincia quando tutto ciò in cui credevi non esiste più?
adeline
07/07/2026
Fa riflettere